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Kurt e Johanna con i figli Johann ed Eva








La famiglia Rottensteiner: votata anima e corpo alla natura

Kurt Rottensteiner

"Persone legate alla loro terra", queste le parole usate da Martin Kilchmann per caratterizzare mia moglie Johanna e me nel suo Vignaioli dell’Alto Adige. Una definizione che ci piace, perché coglie un tratto essenziale della nostra personalità e, per un viticoltore, l’"essere legato alla sua terra" è un requisito fondamentale. Impazienza e frenesia sono infatti nocive per il lavoro sia nella vigna che in cantina.

E così lascio che siano i nostri vini a parlare della tenuta, della mia famiglia e di me. In particolare di mia moglie Johanna e dei nostri figli Johann ed Eva, giacché tutti insieme abbiamo fatto rifiorire il Brunnenhof, riportando la tenuta ai fasti di un tempo, facendone un luogo in cui la qualità della vita è altissima, un tempio per gli appassionati di vino, un marchio di prestigio, un posto accogliente per amici vicini e lontani, una casa per la nostra famiglia.

Casa significa altresì continuare a coltivare le tradizioni. Il Pinot Nero a Mazzon è di casa da più di un secolo ormai. Si racconta che sia stato introdotto da Ludwig von Barth di Barthenau. E da circa un secolo la famiglia Rottensteiner vinifica quest’uva, dapprima a Bolzano e poi, dal 1999, nella tenuta Brunnenhof di Mazzon.

Le potenzialità del Pinot Nero mi affascinano da sempre, e al tempo stesso è cresciuta la mia esperienza nel manipolare quest’uva alquanto bizzarra. I vigneti e la produzione di vino fanno parte del mio mondo fin dall’infanzia. Ma il loro fascino non ha fatto che crescere con gli anni.